Buon NaBALI e Felice Anno Nuovo

E come nelle scatole cinesi, il viaggio è nel viaggio, nel viaggio, nel viaggio, a continuare e ad aprire un mondo su altri mondi. E’ così che siamo partiti ancora per un’altra isola, per vedere se ci fosse. E l’isola c’era, c’era anche questa volta. Caotica, con le sue strade per forza piccole e così vicina ad un’Australia che la prende d’assalto a Natale per fare surf sulle sue spiagge vulcaniche, e quindi un po’ disordinata nei suoi templi decorati che spuntano come funghi, da un flusso di turisti cui non è abituata, specialmente per l’ingresso dei Giavanesi che in questo periodo vengono a festeggiare un paio di importanti celebrazioni induiste e riempiono l’isola di auto. E l’isola era anche umida e stropicciata certo, nei vestiti che si attaccavano presto sulla pelle sotto qualche prima pioggia estemporanea e rinfrescante della stagione delle piogge appena inaugurata. Ma verde mio Dio, oh quanto e come era verde quest’isola qua, e gentile soprattutto, religiosamente gentile e sorridente tutto il tempo e con una lingua dolce e facile in bocca, che entra subito nella testa e nel cuore. Bali.

Siamo partiti per Bali a Natale, perché a volte serve percorrere diversi chilometri prima di arrivare ad una vera partenza, e altre volte i giri concentrici delle parole che intrecciano i nostri discorsi, intrappolano anche i pensieri. Questo puo’ farci perdere il punto della nostra direzione, il Nord dei nostri intenti. Non sapendo più altrettanto bene dove siamo diretti, talvolta ci occorre una lunga distanza, per aiutarci a colmare vuoti di appena pochi centimetri. Centimetri che se restano incolmati, creano vuoti  più vasti di quei chilometri cosi opportunamente percorsi. Tutto puo’ aiutare. Tutto puo’ salvare.

A ricordarmi il motivo per cui sono venuta qua, è stato anche il mio altro bellissimo viaggio, uno di quelli che davvero salvano , intrapreso due mesi fa nella pratica dello yoga, nella pratica dell’unione, come una delle possibili interpretazione della radice yuj suggerisce.  Un viaggio in una pratica che è stata terapia, che ha legato il corpo all’anima, schiarito la mente congestionata e placato il cuore confuso.  Una terapia che è medicina. Una medicina che non da’ assefuazione, ma dipendenza.  E per la quale, come per ogni altra dipendenza, in un magnifico circolo virtuoso, più ne fai, più ne vuoi.

Consapevole è una delle parole-chiave che lo yoga ti insegna.  E diventata consapevole dei benefici effetti della pratica sul mio equilibrio appena nato, ho sentito la necessità di condividere il nuovo percorso con chi mi sta più a cuore, con ogni membro dei magnifici 4, che è e resta il mio numero perfetto.  E così senza cercarlo, questo luogo magico si è fatto trovare, mentre guarda caso, che il caso poi non esiste, sfogliavo senza interesse quella che è poi diventata la mia rivista preferita di Dubai, una rivista dedicata allo yoga.  Ed è là che ho trovato questo angolo di paradiso, che di tutta la bellezza dell’isola sprigiona la sua rigogliosa natura dentro una quiete da santuario. Un santuario adornato dalle fronde delle palme di un giardino magnifico, dai frutti dell’orto coltivato con cura, abbellito dalle voci degli uccellini e dei gechi, e dalle conche d’acqua che contengono ninfee e i fiori variopinti, che il personale appone con elegante naturalezza all’orecchio. Un luogo fatto da altri piccoli luoghi perfetti: le due zone aperte per le lezioni di yoga, un ristorante che è più intimo della mia cucina, la piscina senza cloro, con l’ acqua salata, una spa che sembra un templio, un negozio che propone alcuni degli oggetti più belli con cui hanno arredato con cura le loro village homes rimaste invariate nel tempo, la village home che ci ha albergati per una settimana, con i suoi colori sgargianti, i mobili in tek, le panche, le casse, le sedie e le decorazioni essenziali, e ancora le lanterne colorate a segnare il percorso nel buio totale della sera, i piccoli ponti di legno o le pietre tonde per terra, sui quali muoversi tentando di copiare, tutta la leggerezza che questo posto emana fin dal tuo ingresso, fin dal richiamo del gong che hanno fatto suonare all’accoglienza, in cima alla piccola scala che separa il villaggio dal resto del mondo.

Là fuori le risaie separate da un’unica fila di fronde e dentro la pratica e la meditazione per ritrovare il nostro centro.  Fuori il ronzare degli scooter sovraffollati, dentro il silenzio dei pensieri puliti e la musica della natura nei suoi tenerissimi, inconfondibili versi.  Fuori tutta la bellezza dei luoghi di culto rallegrati da ombrellini e paramenti, dentro la quiete dell’unione cercata al riparo commovente, sotto il tetto di foglie intrecciate della nostra casa Balinese.

Fuori l’architettura unica al mondo dei campi di riso terrazzati, dentro i giochi spensierati nella piscina con l’acqua cosi verde come il giardino che riflette.  Fuori la Bali che vibra in un carosello di negozi di artigianato del legno, oro, argento, batik che ne sono la cifra essenziale, dentro il piacere di gironzolare infradito e sarong, nell’ascolto del nostro corpo e dei nostri 6 sensi risvegliati.  Fuori, lasciati ed allontanati per sempre tutti gli spiriti cattivi che hanno angustiato e posseduto la nostra anima affaticata, dentro la certezza che non possono più solcare la scala del nostro villaggio, disturbare il nostro sonno, chiudere il nostro stomaco, accigliare il nostro sguardo, manipolare le nostre parole.

Il mio augurio, desiderio e speranza per l’anno nuovo, è che il viaggio di Bali e la sua tenera magia restino un po’ più a lungo vivi dentro i nostri occhi e nei nostri cuori di quanto non lo abbiano fatto tutti gli altri viaggi vissuti prima, che la pratica continui a regalarci consapevolezza e flessibilità in ogni giorno dell’anno, che la genuinità dei sorrisi e l’autenticità dei sapori che abbiamo conosciuto, siano d’ispirazione per la personale ricerca verso la nostra Verità, che è l’unica cui possiamo aspirare come esseri umani che si adattano, imparano, capiscono e rinascono, quasi per un inspiegabile miracolo.  Auguro a me stessa, ai magnifici 4 e a tutte le persone desiderose di farlo, di compiere in questo nuovo anno molti minuscoli e straordinari miracoli quotidiani, di coltivare la fedeltà verso sé stessi, posizionati esattamente al centro delle proprie buone intenzioni, diretti precisamente all’interno della propria stupenda autenticità, per diffonderla attorno a noi, in un virtuoso circolo, impegnati unicamente, un giorno dopo l’altro, a nutrire noi stessi e il cerchio di buone energie che ci circonda, a partire dal nostro centro. In semplicità e in pace.

SELAMAT TAHUN BARU! BUON ANNO NUOVO!

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